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8-Febbraio-2013

AUTISMO: IL NEMICO SCONOSCIUTO - ANGELI NELL’INFERNO DELL’AUTISMO

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Nell’immaginario collettivo l’autismo è stato alquanto distorto da cliché e stereotipi alimentati dal cinema e dalla letteratura, che ci hanno fornito immagini romantiche e poetiche di questa terribile patologia, lontane da quella tragica realtà.

Immagini, quindi, stemperate e ripulite dagli aspetti più sconvolgenti, ma caratteristici di questa sindrome e che ci restituiscono personaggi cinematografici o letterari interessanti nelle loro menomazioni, spettacolarizzando alcune peculiarità, quali doti mnemoniche non comuni
o eccezionali capacità intellettive, rendendoli affascinanti ai nostri occhi e, appunto, cinematografici.

Conosciamo tutti il film RAIN MAN (l’uomo della pioggia) di Barry Levinson, in cui l’interpretazione del personaggio Raymond valse un Oscar al bravissimo Dustin Hoffman; Raymond, affidato a Charlie (Tom Cruise) suo fratello minore, è un adulto autistico capace di giocare con i numeri, un autistico “savant” (ossia saggio-talentuoso) che sbalordisce il fratello per il suo genio.

La sua bravura consiste nell’eseguire con incredibile velocità i calcoli matematici più astratti, facendo così vincere molti soldi al casinò a suo fratello.

Il film, lontano dalle dure problematiche che questa condizione comporta, ci propone un’immagine astratta del personaggio che in questo caso, somiglia più ad un fenomeno da baraccone che ad un individuo
con seri problemi di salute!

Le persone autistiche sono state talvolta raffigurate come angeli caduti in qualche modo più vicini a Dio e sembrano imprigionate in una gabbia di comportamenti ripetitivi a causa delle loro stereotipie.

Il disturbo autistico, oggi, è ancora oggetto di innumerevoli indagini e ricerche, che cercano di comprenderne le cause ed elaborarne modalità di intervento e prevenzione.

Nonostante ciò, tale sindrome, sembra essere avvolta da un alone di mistero, che affascina ma allo stesso tempo inquieta.

L’autismo è una delle diagnosi più infauste che possano essere emesse in infanzia, motivo per il quale è opportuno ricordare che la diagnosi di questo disturbo non può essere fatta con certezza prima dei tre anni.

I principali deficit causati da questo disturbo sono: ...consulta l'intero elaborato cliccando sul successivo link: "VEDI ALLEGATO"


a cura di:
Prof.ssa Ludovica Semeraro
Roma Tre
Università degli Studi
Febbraio 2013
2nd Adjournment

Vedi Allegato

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